DISPUTA TRA DOMENICANI E FRANCESCANI SULLA IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA MADONNA

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DISPUTA TRA DOMENICANI E FRANCESCANI SULLA IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA MADONNA


di Padre Giuseppe Pirola s.j.

DISPUTA TRA DOMENICANI E FRANCESCANI SULLA IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA MADONNA Olio su tavola ( 40x25 cm c. ), raffigurante la disputa sullImmacolata Concezione, di area umbro-marchigiana, ambito Pietro Perugino, fine XV, inizi XVI sec.

Il quadro rappresenta la disputa tra Domenicani e Francescani sulla Immacolata Concezione della Madonna.

I domenicani che negavano l'Immacolata Concezione della Beata Vergine, sono rappresentati da un un santo, perché ha l'aureola, ed è riconoscibile come domenicano dall'ampia chierica a corona propria dei religiosi e dall'abito domenicano, il mantello scuro che copre in parte l'abito chiaro, e dunque San Domenico.

Sul lato opposto stanno i Francescani rappresentati da San Francesco d'Assisi, riconoscibile dall'ampia chierica religiosa, dall'abito francescano e dalle stigmate. Entrambi tengono in mano il Vangelo la cui interpretazione aveva dato adito al sorgere della disputa.

Affermare che la Madonna era stata concepita senza peccato originale, significava infatti negare sia l'universalità del peccato originale, affermata chiaramente da san Paolo, cui la Madonna sarebbe stata esente fin dal momento della sua concezione, sia l'universalità della redenzione di Cristo dal peccato originale, che sembrava non necessaria affatto per la Madonna, perché senza peccato originale.

Il domenicano poggia una mano sull'evangelo, e alza il dito in alto per richiamare la fonte della sua negazione dell'Immacolata Concezione della Madonna, l'evangelo che è parola di Dio.

Francesco d'Assisi porta invece la mano destra al cuore per indicare che il privilegio della Madonna era oggetto di una devozione e di un culto di tutti i fedeli che già ne celebravano la festa in molti luoghi, per amore della Madonna, anche se mancavano gli argomenti teologici e la disputa non era ancora stata risolta dal Magistero papale; sarà risolta poi da Pio IX nel 1854, con la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione

Il pittore manifesta da che parte sta nella disputa. La Madonna sta al centro del quadro, tra i due contendenti; alle sue spalle sta un giardino meraviglioso pieno di fiori e di alberi , il giardino o Paradiso terrestre che Dio aveva donato ad Adamo ed Eva, e dal quale furono cacciati Adamo ed Eva perché avevano commesso il peccato originale. Ma il giardino è sbarrato da una rete, che ne preclude l'accesso. La Madonna, bianco vestita con un mantello sulle spalle, le mani aperte, che sta davanti alla rete annuncia che in forza della sua Immacolata Concezione, e, a cominciare da Lei, Dio lo riaprirà a tutti gli uomini mediante la redenzione dal peccato originale, operata dal Figlio suo.

Questa icona dell'Immacolata Concezione, sarà soppiantata dopo il 1854 da quella della Madonna con la luna, (il sole è Cristo), la corona di dodici stelle, e il serpente sotto i piedi, icona biblica e apocalittica insieme.

La presa di posizione del pittore, espressa dall'iconografia, potrebbe basarsi su un fatto storico.

Nel 1438, nel concilio di Basilea, a conclusione di una ennesima disputa tra Domenicani e Francescani sull'Immacolata Concezione, fu emesso un decreto in cui si dichiarava che la credenza nell'Immacolata concezione era pia, conforme al culto della Chiesa, alla fede cattolica, alla S. Scrittura, e alla retta ragione, perciò doveva essere tenuta da tutti i cattolici,, con proibizione di insegnare il contrario. Il decreto conciliare, del 17 settembre 1439, non era però valido, perché emesso nel periodo in cui il Concilio, che si era sottratto alla dipendenza del romano pontefice, era divenuto illegittimo. Tuttavia il Papa Sisto IV , francescano, il 27 febbraio del 1477 approvava solennemente la festa dell'Immacolata Concezione della Madonna che già si celebrava in molti luoghi, dotandola di Messa e Ufficio proprio.. E' da supporre che il quadro ricordi e sia in concomitanza con il decreto di Sisto IV.

 



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